“Il gioiellino” di Molaioli

immErnesto Botta, uomo sgradevole e introverso, è ragioniere presso l’azienda agro-alimentare della famiglia Rastelli, un ‘gioiellino’ quotato in Borsa e lanciato con disinvoltura su nuovi mercati internazionali. Abile nelle battaglie finanziarie e nelle alchimie di bilancio, Botta fa quadrare il cerchio e fa il lavoro sporco, ritagliandosi poche ore per un bicchiere di vino pregiato, sesso sbrigativo e una conversazione in inglese su cassetta. Costruita la propria fortuna su latte, merendine e biscotti, i Rastelli frequentano casa, chiesa e azienda con la medesima devozione, circondandosi di politici ed ecclesiastici sostenitori e fanatici del made in Italy. Nel tempo libero gestiscono squadre di calcio, sfrecciano con auto da sogno sulle strade della provincia piemontese, restaurano monumenti, finanziano la cultura, sostengono gli enti morali, sperimentano attività turistiche e naturalmente accumulano debiti. La gestione spregiudicata e irresponsabile li condurrà in pochi anni sull’orlo del fallimento. Ma Ernesto Botta ha un asso nella manica e un piano di salvataggio infallibile: gonfiare i bilanci aziendali e inventarsi il denaro.
Ispirata ai crac finanziari verificatisi negli ultimi anni e idealmente al recentissimo affaire Parmalat, l’opera seconda di Andrea Molaioli (ha esordito con La ragazza del lago) scava letteralmente nel terreno molle della finanza creativa e dissotterra gioielli, gioiellino e quello che resta del venduto per pagare i debiti o per fuggire in terrestri paradisi fiscali.
Dopo aver girato un’opera di genere che parlava di un efferato crimine e provava a scrollarsi di dosso l’ovvio di troppo cinema italiano, Molaioli si trasferisce questa volta in Piemonte, dove torna a guardare la provincia come immagine di una società viziata e sofferente. Ancora una volta al centro della vicenda c’è Toni Servillo, gelido, impenetrabile e in statuaria tensione nell’interpretazione di un ragioniere fraudolento e trattenuto da ogni coinvolgimento affettivo. Il prestigiatore di Servillo, al servizio del ‘candido’ imprenditore di Remo Girone, che si è fatto da sé a colpi di latte, pallone e viaggi esotici, è l’anima pulsante di un film che approfondisce il comportamento sociale e privato di un imperatore del latte, dei suoi cortigiani, dei suoi cassieri, dei suoi contabili, dei suoi figli e dei suoi nipoti, la cui determinazione si volge in spregiudicatezza, degenerando in avidità e assenza di scrupoli.
I personaggi ritratti nel film sono figure esaltate e gonfiate come i bilanci certificati sulle loro scrivanie, che anticipano la caduta e tracciano la parabola di un disfacimento morale. Persone prima che personaggi partoriti dalla benevolenza della provincia, che il regista osserva a distanza, senza simpatie o condanne, producendosi in un discorso sulla condizione dell’uomo che non concede tempo alla sua coscienza e intraprende un destino di distruzione.

posted by Redazione in Attori, Comici, Doppiatori, Film Maker and have Commenti disabilitati

La “doppia” Natalie Portman di “Il Cigno Nero”

Black-SwanNina Sayers è una ragazza ingenua, sessualmente repressa ed intrappolata in un corpo adulto ancora non maturato nelle emozioni. E’ una talentuosa ballerina di New York, dalla tecnica impeccabile. Nina è il perfetto “cigno bianco”, candido e puro. Ma il ruolo di protagonista de “Il lago dei cigni” di Chajkovsky è duplice, impone l’interpretazione del “cigno nero”. Spinta da Thomas Leroy, direttore della compagnia, Nina deve lasciarsi andare, deve aprirsi a quella parte di sé che ha dimenticato durante la sua ostinata ricerca della perfezione tecnica. La sua vita è condizionata da una madre, ex ballerina di scarso successo, apprensiva e soffocante che la tratta come una bambina.

La storia racconta, in apparenza, la vita che si svolge dietro le quinte di molte compagnie teatrali e di ballo: rivalità, ambizioni, discussioni, invidie e gelosie. Aronofsky  (regista di film come “Requiem fo a dream e “The wrestler”) non è però interessato a seguire queste storie di quotidianità, intende invece scrutare la fragile personalità della protagonista. Conduce lo spettatore in un tortuoso viaggio attraverso visioni che lasciano dubbi sull’effettiva realtà di quanto accade: un incubo che trascina la protagonista in un estenuante e devastante percorso dove realtà e sogno si sciolgono in un’antitetica entità.

Sarà la nuova ballerina Lily, interpretata da Mila Kunis, attrice qui irresistibile per l’istintiva sensualità, a far scoprire a Nina il piacere ed il sesso. In questo modo viene introdotto il tema del doppio inteso come “gemello maligno”, la parte oscura, nascosta a noi stessi. Sono le immagini a raccontare la storia, perché i dialoghi vengono, di proposito, regalati in secondo piano. Aronofsky non spiega nulla esplicitamente, non approfondisce molti aspetti  lasciando, così, nelle mani dello spettatore diverse chiavi di lettura sui comportamenti della protagonista.

Nina Sayers è interpretata da Natalie Portman, alla sua migliore prova. Non solo esplicita senza sbavature le due identità di Nina, ma sfodera fisico e portamento da ballerina professionista. Notevole anche Vincent Cassel, attraente ed ambiguo direttore della compagnia. Del cast è anche Winona Ryder che, nonostante il poco spazio a disposizione, fa notare la sua presenza.

posted by Redazione in Attori, Comici, Doppiatori, Film Maker and have Commenti disabilitati

Incetta di “statuette” Per “Il discorso del re”

firthCon i quattro Oscar «principali» Il discorso del re conferma le previsioni dell’ottantatreesima edizione degli Academy Awards. Rispetto alle 12 nomination non si è trattato di un trionfo ma un discreto successo: miglior film, miglior regia, miglior attore (lo straordinario Colin Firth) e miglior sceneggiatura originale. Gli altri concorrenti si sono cosi divisi le statuette residue: miglior attrice al Cigno nero (Natalie Portman), i due non protagonisti a The Fighter (Melissa Leo e Christian Bale), sceneggiatura non originale, montaggio e colonna sonora a The Social Network, i premi tecnici a Inception.

Dopo la morte di suo padre Re Giorgio V e l’abdicazione di suo fratello Edoardo VIII, l’attore Guy Pearce, Bertie, che soffre sin dall’infanzia di una forma balbuzie invalidante, viene incoronato Re Giorgio VI d’Inghilterra. Con il suo paese sull’orlo della II Guerra Mondiale e disperatamente bisognoso di un leader, sua moglie, Elisabetta, interpretata da Helena Bonham Carter, la futura e longeva Regina Madre, organizza al marito un incontro con l’eccentrico logopedista Lionel Logue, l’eccellente Geoffrey Rush di Shine. Dopo l’iniziale diffidenza, il “finto” logopedista ottiene la fiducia del futuro re e, poco a poco, lo aiuta a superare le paure ed i fantasmi dell’infanzia.

posted by Redazione in Attori, Comici, Doppiatori, Film Maker and have Commenti disabilitati

Qualunquemente Cetto

QualunquementeLa legalità è un “problema” incombente che sembra stia inesorabilmente affliggendo la nazione, l’imprenditore Cetto La Qualunque (Antonio Albanese) dopo una lunga latitanza in Sudamerica non può continuare ad assistere alla distruzione di tutto quello che ha costruito con tanta fatica, quindi, nuova famiglia al seguito, torna nellla sua amata Calabria intenzionato a difendere con le unghie e con i denti le sue proprietà.
Approdato nel paese natio, Marina di Sopra, Cetto ritrova il timido e devotissimo figliolo Melo e gli amici di un tempo che lo mettono di fronte alla cruda realtà, un fautore dei diritti e della legalità, tale Giovanni De Santis, rischia di essere eletto come nuovo sindaco il che creerebbe una serie di spiacevoli conseguenze.
Dopo una lunga “riflessione” (andando a prostitute) il “consiglio”, formato dalla combriccola del Cetto, decreta che l’unico modo per fermare l’odiosa e prevedibile ondata di legalità che ne conseguirebbe è che il suo leader entri in politica e si candidi allo scranno di  Sindaco, sfruttando tutte le frecce nella sua faretra, legali ma soprattutto illegali, per conquistare la stime ed il voto dei suo concittadini, ma solo dopo aver organizzato una di quelle campagna elettorali davvero difficili da dimenticare. Notevole il ruolo di Sergio Rubini, esperto di immagine e ghost writer meneghino-barese.
Antonio Albanese torna alle sue origini televisive riportando in auge Cetto La Qualunque, una sorta di politico-imprenditore cialtrone ed ignorante che, facendo il verso alla politica italiana dei nostri giorni, riuscendo nell’intento di creare una grottesca macchietta che non disdegna il trivio, ma sempre con uno scopo ultimo.
Qualunquemente porta sul grande schermo il personaggio di Albanese nato per essere consumato negli sketch televisivi. Cetto la Qualunque nasce con ritmi e intenti televisivi e portarlo su grande schermo dilatandone a dismisura i tempi comici non deve essere stata un’operazione semplice e talvolta si notano i limiti di un progetto basato sulle vicende di un personeggio nato per il cabaret. Nonostante un repertorio rodato ed una regia che si pone sopra la media di prodotti analoghi, le risate frequenti tra il pubblico non servono a dissipare la sensazione di insoddisfazione data da una sceneggiatura poco sviluppata e da personaggi spesso troppo sopra le righe e poco cinematografici.

posted by Redazione in Attori, Comici, Doppiatori, Film Maker and have Commenti disabilitati

Vallanzasca Vs. Romanzo Criminale

vallanzascaNato a Milano nel 1950, Renato Vallanzasca si macchiò negli anni Settanta di numerosi sequestri, omicidi e rapine diventando così uno dei più celebri criminali del secolo scorso pur avendo “operato” in realtà per pochi mesi. Dopo aver diretto con maestria Romanzo criminale riscontrando un enorme successo ora Michele Placido, traendo ispirazione dai libri Il fiore del male e Lettera a Renato, scritti dallo stesso Vallanzasca. ne riporta sullo schermo la vita criminale.

Già visto nei memorabili panni del Freddo nel film del 2005, è Kim Rossi Stuart a ricoprire il ruolo dell’uomo che dimostra una certa propensione per il crimine fin da quando, da bambino, libera con la sua piccola banda una tigre da circo, manifestando la stoffa del leader e facendo pendere dalle proprie labbra gli altri ragazzini Enzo, Giorgio e Antonella, la “sorellina” venuta da Napoli. Antonella (da grande) è interpretata niente meno che da Paz Vega, straordinaria interprete di Lucía y el sexo e Parla con lei.

Altre partecipazioni importanti: Francesco Scianna interpreta il ruolo di Francis Turatello detto “Faccia d’angelo” leader della mala milanese di quegli anni. Valeria Solarino è la sua compagna e madre del suo unico figlio. Filippo Timi interpreta Enzo, altro amico d’infanzia, la cui dipendenza dalla droga condiziona, per un breve periodo, la sopravvivenza della banda.

Kim Rossi Stuart, seppur interpretando Vallanzasca con la consueta bravura, rischia più volte di sfiorare la macchietta a causa dell’accento milanese che, giustamente, avvertiamo non suo.
Nonostante le molte differenze non si può fare a meno di leggere questo film come un Romanzo criminale trasferito al Nord, tra vita nel Quartiere Giambellino e sommossa all’interno del carcere di Novara.  Seppur meno riuscito del film sulla banda della Magliana, rimane un prodotto ben confezionato e leggermente al di sopra della media, capace oltretutto di testimoniare che Michele Placido sia uno degli addetti ai lavori più abili nel raccontare sullo schermo vicende criminali “stile anni ‘70″.

posted by Redazione in Attori, Comici, Doppiatori, Film Maker and have Commenti disabilitati

La versione di Giamatti

Barney Panofsky 61552931produttore televisivo di successo di programmi dozzinali, giovane ebreo canadese in cerca di una sua dimensione persegue con tutte le forze il vero amore per poi trovarlo nel giorno del suo secondo matrimonio con una figlia di papà ricca, volgare e viziata. La versione di Barney, diretto da Richard J. Lewis e tratto dall’omonimo best seller letterario di Mordecai Richler, riesce in maniera mirabile a far immedesimare il pubblico nel protagonista portandolo a ridere di gusto così come a dover trattenere le lacrime. Barney è un uomo medio dai tanti vizi e dalle poche virtù ma così vero da risultare inevitabilmente simpatico. Il merito del successo di questa pellicola è di Paul Giamatti che, fino al riuscitissimo Sideways (Alexander Payne, 2004) sembrava destinato ad una carriera di notevole caratterista. Ancora una volta si dimostra attore di primo piano nel panorama americano.  In questo film incarna alla perfezione il ruolo di un semplice uomo che visse intensamente, amò con passione, litigò in modo furente e infine morì.

Vale la pena ricordare la sontuosa interpretazione di Dustin Hoffman nel ruolo dell’imprevedibile e sanguigno padre di Barney. Assolutamente all’altezza l’interpretazione delle due figure femminili accomunate solamente dall’aver sposato Barney: la britannica Rosamund Pike e Minnie Driver, candidata all’oscar nel 1998 per Will Hunting – Genio Ribelle.

posted by Redazione in Attori, Comici, Doppiatori, Film Maker and have Commenti disabilitati

Zalone da Record

Luca Medici, in arte che_bella_giornataChecco Zalone, è diventato un vero fenomeno mediatico in pochi anni. Dagli esordi di Zelig, il cantattore pugliese ha scalato le hit parade con le sue canzoni demenziali ed il suo esordio cinematografico, Cado dalle nubi, è subito diventato un caso senza precedenti per un’opera prima, con ben 14 milioni di incasso al botteghino. Pietro Valsecchi, produttore del primo film, ha così subito messo in cantiere un nuovo progetto per il duo Zalone-Nunziante (regista): un film sulla falsariga del precedente, ma con una trama più solida e un cast più importante. Nasce quindi Che bella giornata, che vede il nostro Checco protagonista di una vicenda ambientata in una Milano dei giorni nostri. Veste i panni un insoddisfatto trentenne, incredibilmente ignorante, figlio di immigrati pugliesi che lavora come buttafuori in una piccola discoteca di provincia ma sogna di distinguersi nel mondo delle sicurezza.

Quando “finalmente” arriva la tanto attesa raccomandazione, il Cardinale di Milano (Tullio Solenghi) lo assegna alla sicurezza del Duomo, dimostrando ben presto tutte le sue “doti” di inetto e una candida ignoranza senza pari. Tutto ciò per lo sgomento dell’affabile curato Ivano (Michele Alhaique) e la disperazione del Generale dei Carabinieri Mazzini (Ivano Marescotti). Un giorno, Checco incontra una affabile ragazza di origini maghrebine di cui si invaghisce, non sapendo che in realtà la dolce Farah (Nabiha Akkari) oltre che una brillante studentessa di architettura, è anche un’aspirante terrorista che vuole sfruttare la sua ingenuità per fare esplodere una bomba alla “Madunina”. La ragazza finisce però per essere inglobata dalla calorosa famiglia di Checco, rendendosi perno di esilaranti situazioni basate sulle differenze culturali e sulla proverbiale ignoranza dell’italiano medio.

Il rischio di trovarsi davanti ad una pellicola rimediata, realizzata sulla scia del successo del primo film col solo intento di spillare quattrini ad un pubblico ordinario e senza pretese, era concreto. Fortunatamente il duo Nunziante-Medici ha dato vita ad una pellicola ancora più godibile della precedente, soprattutto dal punto di vista del ritmo. Se da un lato la vicenda non smette mai di essere esilarante, dall’altro si mantiene solida e sensata anche quando si dimostra un po’ sopra le righe. Certo, niente di epocale, ma i personaggi sono ben costruiti, così come le situazioni in cui si muovono, e la satira all’atteggiamento strafottente e menefreghista dell’italiano medio (portata agli estremi nelle bellissime scene girate in Puglia) merita davvero considerazione. Si ride di gusto, ma non è una risata fine a sé stessa, perché le situazioni proposte dal film, per quanto assurde, hanno sempre un fondo di verità nella realtà quotidiana del nostro paese. E se nel primo film il bersaglio della satira erano lo star system, i gay e la Lega Nord, questa volta Zalone dissacra il papato e gli integralisti islamici: ma l’irrispettosità è solo apparente, perché la vera brutta figura la fa il sempre uguale, ma allo stesso tempo poliedrico, Zalone. Checco la sintesi, il mix perfetto di alcuni dei peggiori malcostumi italiani. Ciononostante risulta immediatamente simpatico, a differenza di personaggi simili portati sullo schermo da Parenti, Moccia e diversi altri registi.

 Attore migliore rispetto al primo film, Medici firma nuovamente la sceneggiatura insieme a Nunziante, nonché l’accompagnamento musicale della pellicola, in un’improvvisata quanto godibile joint-venture con il corregionale Caparezza. Degna di nota la performance di Rocco Papaleo nei panni del padre di Checco, un cuoco militare cinico e dalle battute taglienti che non passa certo inosservato. Ci dovrà pure essere un motivo se la pellicola ha superato al botteghino il capolavoro del Benigni nazionale.

posted by Redazione in Attori, Comici, Doppiatori, Film Maker and have Commenti disabilitati

CastYourSelfTV: 2011 all’insegna delle novita!

Il 2010 è2011 stato un anno importante per CastYourSelfTV, l’anno della fondazione e del riconoscimento da parte dei media. Parte del successo proviene dalla forte innovatività del sito. Senza il vostro prezioso apporto e sostegno però tutto ciò non sarebbe stato possibile. Non è una banalità dire che CastYourSelfTV siete voi, i vostri video, le vostre foto, i vostri preziosi commenti.

Il 2011, annunciamo si da ora, sarà per il portale un anno ricco di soprese e collaborazioni importanti che coinvolgeranno iscritti e simpatizzanti. Alcune anticipazioni? Partnership con nuovi casting directors, convocazione degli iscritti per registrare una videopresentazione professionale, adozione di un sistema di valutazione degli artisti sulla base del esperienze artistiche e formative!

Cogliamo l’occasione per ricordarvi che tra poco meno di un mese CastYourSelfTV spegnerà la sua prima candelina. Avete un’idea su come festeggiare? E soprattutto, avete già pensato al regalo?

posted by Redazione in Attori, Comici, Doppiatori, Film Maker and have Commenti disabilitati

“Una vita tranquilla” di nuovo un monumentale Toni Servillo

Una vita tranquillaL’anno 2010 di Toni Servillo iniziato con Gorbaciof – Il cassiere col vizio del gioco si conclude con Noi Credevamo in uscita in questi giorni nelle sale. Una vita tranquilla, di Claudio Cupellini, gli è valso il Marc’Aurelio d’Oro al Festival Internazionale del Cinema di Roma. Dopo Lezioni di Cioccolato del 2007 Cupellini regala a Servillo un personaggio che sembra essere la diretta emanazione del Titta di Girolamo protagonista di Le conseguenze dell’amore (2004) di Paolo Sorrentino. In Una vita tranquilla Servillo è il ristoratore Rosario Russo emigrato da 15 anni in Germania per rifarsi una vita e per sfuggire alla sua precedente identità da mafioso pluriomicida. Rosario ha un debito da pagare e dovrà farsi coraggio ed affrontare gli spettri che crede di aver rimosso, crede di essere sfuggito al proprio destino di morte ed ha ricominciato a vivere un’altra vita che probabilmente non è la sua. I fantasmi seminati da Cupellini vengono a galla per esplodere con l’arrivo di un giovane, accompagnato da un amico, che scopriremo essere la traccia più evidente della passata vita di Rosario. Il fim non insiste solo su tematiche come l’ineluttabilità del destino o la penetrazione camorristica nello smaltimento dei rifiuti; è piuttosto un avvincente noir familiare ricco di suspence e colpi di scena.

posted by Redazione in Comici, Doppiatori, Film Maker, Senza categoria and have Commenti disabilitati

Basilicata Coast to Coast di Rocco Papaleo

basilicata coast to coastNoi di CastYourSelfTV siamo del parere che si possa parlare o recensire un film anche ad alcuni mesi dall’uscita nelle sale senza per questo commettere peccato. Stiamo ricevendo diverse recensioni dai nostri lettori, abbiamo deciso di iniziare a pubblicare quelle che più ci hanno colpito. Di seguito la recensione del film Basilicata Coast to Coast inviata da una nostra lettrice:

Film fresco e leggero ma comunque in grado di sfiorare e di far sentire davvero qualche  emozione. Specchio di una tipologia di giovani “avventurieri” in un’Italia di poche speranze con pochi sogni da offrire. La sceneggiatura si incentra su una strampalata avventura intrapresa dai componenti di una strampalato gruppo musicale formato da un giovane professore delle superiori, da un bravo ragazzo, da un “tronista” televisivo e da un incredibile Max Gazzè che interpreta il ruolo di un poeta musicista muto per scelta I protagonisti intraprendono un lungo viaggio, una lunga passeggiata attraversando a piedi tutta la Basilicata per raggiungere una località sede di un festival per il quale sono stati selezionati.

Al di là degli splendidi paesaggi lucani, per lo più sconosciuti, sembra di tornare indietro nel tempo, in luoghi e posti lontani dal mondo, dove al gruppo si intrecciano le esperienze dei personaggi che incontrano per strada e tra i quali una costante diventa la reporter della loro impresa, inviata di una piccola testata locale parrocchiale, interpretata da Giovanna Mezzogiorno.

Inizialmente scettica e per niente entusiasta del compito assegnatole, si fa coinvolgere via via da quelle personalità curiose, buffe ma altrettanto affascinanti e profonde. Il viaggio per qualcuno rappresenta una sfida per qualcun’altro una scoperta di se stessi e di qualcos altro che si trova al di là della competizione musicale.

posted by Redazione in Attori, Comici, Doppiatori, Film Maker and have Commenti disabilitati